Roberto Mutti

Prima di andare a letto

Prima di andare a letto – io ci vado tardi – spalanco la finestra che dà su una serie di cortili interni e mi fermo un po’ a guardare la mia città che finalmente si è calmata, ha smesso di urlare, di correre, di agitarsi e ora si gode una insolita quiete perché, si sa, Milano di notte acquista un suo fascino tranquillo e misterioso. Tento di penetrare nell’ombra da cui emergono le sagome delle fronde di un albero, poi mi soffermo a immaginare chi ha ancora accesa quella lampadina che brilla gialla oltre i vetri: sta lavorando al computer che getta sul muro le sue luminescenze azzurre, ha finalmente trovato un bel film in televisione, sorveglia il suo bambino che si è appena riaddormentato?  Prima di chiudere le imposte penso a André Kertész, Josef Sudek, Eugene Smith che hanno scattato fotografie bellissime dalle finestre delle loro case: avevano scoperto un bellissimo punto di vista per catturare la realtà. Con acume e leggerezza.